Manuale di immagine non coordinata
Basta con quei marchi sempre uguali a se stessi! L’immagine coordinata è obsoleta!
Ma se si decide che il marchio non è più la forma, bensì il processo che la genera, si otterranno marchi sempre diversi ad ogni applicazione.
Il manuale di immagine non coordinata accompagna il lettore-progettista tra principi teorici e casi pratici. Si invita a prendere in mano un pennarello e a fare dispetti mentre si disegna, si propone di ricalcare forme complicate su una lavatrice in centrifuga e si forniscono le istruzioni per produrre il marchio democratico della repubblica italiana.
Forse che si possa guardare al mondo della comunicazione visiva da un altro punto di vista?













Gennaio 21st, 2006 at 01:12
arrrrrrrrrrrrrrr!
Gennaio 21st, 2006 at 10:12
wè, perchè sul sito dei curra non trovo il link al vostro libricino, antipaticissimi geni che non siete altro?
Gennaio 22nd, 2006 at 20:16
Si vede che non hanno ancora aggiornato il sito.
Gennaio 26th, 2006 at 11:23
Complimenti, è un punto di vista sul quale mi trovo anche d’accordo.
Questo blog è molto bello.
ciao
Gennaio 26th, 2006 at 22:31
Grazie Beatrice,
il tuo commento ci è d’incoraggiamento visto che abbiamo proprio iniziato da poco
A presto.
Febbraio 3rd, 2006 at 15:15
Sto facendo una tesi proprio su questo argomento!!!
Più tardi ordino il libro…
Sono capitato su questo sito per caso e non riesco a capire chi ci sia dietro e se mi possa dare una mano per la tesi…
Febbraio 4th, 2006 at 00:06
Ci presentiamo,
questo è il blog della redazione volontari di Festivaletteratura e Quicomincialalettura. Trattasi di due iniziative culturali che si tengono a Mantova, rispettivamente a Settembre e Febbraio-Marzo.
Se ti può far piacere io sono uno dei due autori di questo libro e l’altro è Pietro. Se hai bisogno di una mano, eccoci qua.
Tu piuttosto, parlaci meglio della tua tesi; hai già un titolo?
A presto.
Febbraio 4th, 2006 at 16:02
Il titolo si chiama la “corporate identity variabile” e tratta proprio di questo fenomeno. Ovvero delle identità che cambiano nella forma ma non nel significato. Ieri ho ordinato il libro che arriverà tra una decina di giorni per posta…
Volevo sapere se era possibile farvi qualche domanda (per es. quali sono le fonti di ispirazione, qual’è il futuro di questo fenomeno, quali sono i possibili aspetti negativi, etc.) e se potevate fornirmi delle immagini che illustrino l’utilizzo del logo della “Q” anche su altri supporti al di fuori del sito web.
Febbraio 5th, 2006 at 22:07
Certo che puoi farci qualche domanda, ma visto che il libro sta per arrivare non vorrei svelarti proprio tutto
Posso raccontarti questo aneddoto. Pietro ed io eravamo a S. Caterina con amici e ad un certo punto ci siamo accorti dell’esistenza di una catena di minimarket che non aveva una vera e propria insegna. In ogni punto vendita campeggiava su un 70×100 appeso alla vetrina la scritta a pennarello “Nadino”. Ti posso giurare che chiunque nella valle, anche tra i turisti, aveva idea di che si trattasse. E’ proprio come dici tu, l’identità rimane nonostante la forma. Quello che garantisce la riconoscibilità è il processo di creazione del marchio.
Quindi hai già capito che la nostra fonte di ispirazione proviene dall’osservazione di come comunica la gente comune, dalla comunicazione che proviene dal basso è possibile trarre elementi nuovi in grado di caratterizzare (forse) parte di quel futuro che tu ci chiedi.
“Q” è stampato anche su tutte le pubblicazioni di Qui comincia la lettura, la campagna di lettura collettiva che sta coinvolgendo tutta la comunità di Mantova e provincia. In particolare sulla riedizione di “Jolanda, la figlia del corsaro nero” troverai sempre lo stesso “Q” in varie posizioni.
Ti segnalo un paio di link che potrebbero esserti molto utili:
una recensione del manuale di immagine non coordinata da parte di Andrea Rauch per Socialdesignzine
http://socialdesignzine.aiap.it/sdz/archives/006037.php
e un articolo su qui comincia la lettura
http://socialdesignzine.aiap.it/sdz/archives/006034.php
Ciao e buona lettura!
Poi quando avrai finito il libro, ci sentiamo per le domande
Febbraio 9th, 2006 at 10:23
Purtroppo ho la tesi prima della fine di questo mese e spero che il libro arrivi in tempo!
Febbraio 9th, 2006 at 11:50
Accidenti, vabbé è comunque un libro che si legge abbastanza in fretta. Ma dove abiti?
Febbraio 9th, 2006 at 17:41
Abito a Roma, perchè?
Febbraio 9th, 2006 at 18:06
Giusto per sapere, è strano che il libro non ti sia ancora arrivato. Se fossi stato di Milano ci si sarebbe potuti beccare. Spero che nel frattempo i link che ti ho segnalato siano stati utili.
Sei hai altre domande resto a disposizione.
Buon lavoro.
Febbraio 10th, 2006 at 14:08
mi è arrivato stamattina!
L’ho già letto e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal suo contenuto.
Complimenti sinceri.
Ho visto i link, volevo chiederti se potevo inserire questo progetto nella tesi ma per argomentarla ho bisogno di più materiale visivo per vedere come concretamente si applica alla realtà questo metodo.
Febbraio 10th, 2006 at 15:35
Grazie! Certo che puoi inserire questo progetto nella tesi
Beh, un esempio di marchio non coordinato (te ne sarai già reso conto) è il logotipo di piazzalberti. Abbiamo scansionato una serie di immagini di lettere e uno script casuale le ricompone ad ogni caricamento di pagina.
Poi c’è “Q” di quicomincialalettura. Adesso che ci penso puoi mandarmi il tuo indirizzo mail a caprioli_stefano@libero.it Ti potrei inviare delle scansioni o foto di pagine con “Q”
Esistono anche altri progetti, non nostri, che a nostro avviso possono rientrare in una casistica di immagine non coordinata. Ad esempio la casa editrice francese Panama presenta un logo che per ogni libro adotta una “a” che si ispira al contenuto del libro stesso. Ma forse questo lo sapevi già, visto che ci hai fatto una tesi sopra
Una delle cose più interessanti del manuale di immagine non coordinata è l’affermare che possono esistere differenti livelli di coordinazione. C’è il marchio che cambia ad ogni applicazione, quello che cambia ogni tanto, quello che non cambia mai (!!) Tutto dipende dal processo che si intende progettare: tutto dipende dal marchio.
Ecco, una cosa che potresti fare è inventare anche tu un marchio non coordinato: puoi scegliere se delegare, campionare o indurre in errore…
Poi però ce lo mandi, eh!?
Allora aspetto il tuo indirizzo mail.