Spazio alla comunicazione

Chi vive in grandi città è abituato a manifesti sempre più grandi, affissi alle pareti esterne dei palazzi o alle impalcature dei cantieri; ma questo è un fenomeno completamente diverso. La comunicazione visiva sta cercando di darsi una dimensione in più e dal piano si passa allo spazio. Nei casi meno interessanti si tratta solo di immagini in rilievo, come per la Coca cola di corso Como a Milano; altre volte, ad un semplice tentativo di estrusione, si sostituisce un progetto visivo che tiene conto del contesto spaziale e dei supporti utilizzati. I risultati sono spesso sorprendenti e non possono non passare inosservati. In America esiste un’associazione che ogni anno assegna un premio ai migliori progetti.


Per un quarto d’ora al giorno, questi due sportivi si danno appuntamento per una partitella al pallone.

Pilone o cannuccia? Qui si sfida la forza di gravità!

Altre persone appese: questa volta per superare una prova di resistenza come concorrenti in un programma televisivo.

Se fate centro nel cassonetto, la sirena si attiva.

Scusate, ma non potevo non metterlo!!

3 Responses to “Spazio alla comunicazione”

  1. Pietro Says:

    Let’s rock

  2. chiara Says:

    Spero vivamente che quella diga tampaxata sia un fotomontaggio almeno per l’idiota geniale che l’ha inventata, che avrà sicuramente divorziato dalla moglie e quant’altro. allora idee a sfaro per la nostra vetrina… con tipo un manichino di corraini che esce dalla scritta let’s rock…. a parte gli scherzi ma quanto possono costare delle pubblicità così?

  3. Stefano Says:

    Quello del Tampax è un fotomontaggio e a voler essere rigorosi non dovrebbe rientrare tra le casistiche di comunicazione tridimensionale. In un certo senso potremmo chiamarlo un “oggetto esistibile”, cioè qualcosa di verosimile che però esiste solo nella pubblicità e per la pubblicità. A tal proposito segnalo una mostra che si tiene in Triennale a Milano: www.triennale.it
    Tornando alla cartellonistica tridimensionale, sì i costi sono più alti e in genere le istallazioni sono poche. Quindi non abbiamo la capillarità che può garantire una campagna di manifesti. In alcuni casi però, investire nella tridimensionalità, magari per una vetrina o un’istallazione in un luogo strategico di una città può vole dire fare quel salto in più che attira l’attenzione e la partecipazione del pubblico. Non escluderei di pensare qualcosa del genere, anche per quicomincialalettura. Certo, compatibilmente con i budjet a disposizione :)

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